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La storia:

La Legge n.833/1978 attribuiva le competenze in materia di protezione ambientale al Servizio Sanitario Nazionale affidando alle Unità Sanitarie Locali la gestione delle attività tecnico-scientifiche di controllo sull'inquinamento; a seguito del referendum abrogativo dell'aprile del 1993 si sottraevano al Servizio Sanitario Nazionale le competenze in materia di protezione ambientale.

Si creò un vuoto di competenze che imponeva la riorganizzazione dei controlli ambientali; ciò fino al 1994, anno in cui con l'approvazione della Legge 61 (conversione del decreto legge 496/93) si istituiva l'Agenzia nazionale per la protezione dell'ambiente (oggi Agenzia per la protezione dell'ambiente e per i servizi tecnici - ISPRA) alla quale affidava, tra l'altro, le attività di indirizzo e di coordinamento delle future Agenzie regionali e delle Province autonome.

L'istituzione delle Agenzie regionali per la protezione dell'ambiente, quali sedi periferiche della rete coordinata, si collega quindi dal punto di vista sostanziale alla esigenza di organizzare in modo autonomo ed efficiente i controlli e le attività per la protezione dell'ambiente, dal punto di vista organizzativo al cosiddetto fenomeno di agencification al quale ci si riferisce in relazione allo sviluppo della del modello amministrativo delle Agenzie a livello europeo (tra cui l'EEA, Agenzia europea per l'ambiente).

Anche sulla scorta delle disposizioni contenute nella sentenza della Corte Costituzionale n. 356 del 1994, l'Agenzia nazionale e quelle regionali hanno colto l'importanza di pervenire ad una forma di coordinamento che andasse oltre il mero coordinamento tecnico ed entrasse in una logica di Sistema.  Da questo punto di vista si ricordano come punti cardine

  • l'istituzione del Consiglio federale, presieduto dal Presidente di ISPRA e composto dai legali rappresentanti delle varie ARPA/APPA;
  • la partecipazione al Sistema Inforrmativo nazionale ambientale (SINAnet) mirato alla razionalizzazione delle iniziative di monitoraggio e di gestione delle informazioni ambientali
  • l'istituzione di AssoArpa - associazione con personalità giuridica - riferita alla specificità di CCNL ovvero ai sistemi di finanziamento, all’organizzazione del lavoro, allo sviluppo delle risorse umane, alla gestione dei rapporti di lavoro e delle relazioni sindacali.

 

La Legge 28 giugno 2016, n. 132 in vigore dal dal 14 gennaio 2017 istituisce il Sistema Nazionale a rete per la protezione dell'ambiente (SNPA). Esisteva già il Sistema delle Agenzie Ambientali, che coinvolgeva le 21 Agenzie Regionali (ARPA) e Provinciali (APPA), oltre a ISPRA. Un sistema federativo consolidato che coniugava la conoscenza diretta del territorio e dei problemi ambientali locali con le politiche nazionali di prevenzione e protezione dell'ambiente.
Ma il Sistema istituito dalla nuova legge non è più la semplice somma di 22 enti autonomi e indipendenti, costituisce un vero e proprio Sistema a rete che fonde in una nuova identità quelle che erano le singole componenti del preesistente Sistema.
 
 
La legge attribuisce al nuovo soggetto compiti fondamentali quali:
  • attività ispettive nell’ambito delle funzioni di controllo ambientale
  • monitoraggio dello stato dell’ambiente
  • controllo delle fonti e dei fattori di inquinamento
  • attività di ricerca finalizzata a sostegno delle proprie funzioni
  • supporto tecnico-scientifico alle attività degli enti statali, regionali e locali che hanno compiti di amministrazione attiva in campo ambientale
  • raccolta, organizzazione e diffusione dei dati ambientali che, unitamente alle informazioni statistiche derivanti dalle predette attività, costituiranno riferimento tecnico ufficiale da utilizzare ai fini delle attività di competenza della pubblica amministrazione.
Attraverso il Consiglio del SNPA, il Sistema esprime il proprio parere vincolante sui provvedimenti del Governo di natura tecnica in materia ambientale e segnala al MATTM e alla Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano l’opportunità di interventi, anche legislativi, ai fini del perseguimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile, della riduzione del consumo di suolo, della salvaguardia e della promozione della qualità dell’ambiente e della tutela delle risorse naturali.
Per assicurare omogeneità ed efficacia all’esercizio dell’azione conoscitiva e di controllo pubblico della qualità dell’ambiente a supporto delle politiche di sostenibilità ambientale e di prevenzione sanitaria a tutela della salute pubblica, sono istituiti i LEPTA, i Livelli essenziali delle prestazioni tecniche ambientali, che costituiscono il livello minimo omogeneo su tutto il territorio nazionale delle attività che il Sistema nazionale è tenuto a garantire, anche ai fini del perseguimento degli obiettivi di prevenzione collettiva previsti dai livelli essenziali di assistenza sanitaria.
Il nuovo Sistema intende favorire la cooperazione, la collaborazione e lo sviluppo omogeneo dei temi di interesse comune dei ventidue soggetti che lo compongono, creando spazi di confronto, di discussione e di azione comune.
 
Le agenzie: