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workshop radioprotezione Le novità tecnologiche introdotte oggi sia nel campo sanitario e sia industriale lasciano una serie di dubbi sull'applicazione della legislazione in vigore in tema di radiazioni ionizzanti. Non a caso vengono emanate periodicamente Raccomandazioni del Ministero della Salute per l'impiego di nuova tecnologia in campo medico e Norme Tecniche Nazionali in campo industriale.

Per discutere  delle nuove disposizioni  sull'impiego delle sorgenti radiogene, dettate dall'uso ormai preponderante di tecnologie innovative nel campo della radiodiagnostica medica, nonché nel campo industriale, il Laboratorio Fisico di Cosenza dell’Arpacal (Agenzia regionale per la protezione dell’Ambiente della Calabria) ha organizzato un workshop di radioprotezione dal titolo “L’attività degli Enti di vigilanza e Controllo sulle fonti radiogene e gli esperti qualificati”, che si terrà giovedì 22 febbraio 2018, a partire dalle ore 15 nella sede di Castrolibero (CS) del Dipartimento provinciale di Cosenza dell’Arpacal.

Il workshop  - organizzato con la collaborazione del dipartimento di prevenzione dell’Azienda Sanitaria di Cosenza ed il patrocinio dell’Associazione Italiana di Radioprotezione (AIRP), e l’Associazione nazionale Professionale degli Esperti Qualificati in radioprotezione (ANPEQ)  -  si propone di mettere a confronto l'attività di vigilanza e controllo condotto dagli Enti istituzionali con gli Esperti Qualificati addetti alla Sorveglianza Fisica della radioprotezione e possibilmente con i detentori delle apparecchiature. 

Anche se tali innovazioni sono sempre più finalizzate alla ottimizzazione della radioprotezione, è importante che tutti gli esperti, ciascuno per il proprio ruolo rivestito, possano confrontarsi sulla materia e scambiarsi ogni utile informazione dalla presentazione delle rispettive esperienze.

L'obiettivo comune è quello di far in modo che gli organi di vigilanza e controllo riescano a definire delle procedure operative condivise sia dagli addetti alla conduzione delle attività che comportano l'impiego di sorgenti radiogene, sia dagli addetti alla Sorveglianza Fisica per conto del datore di lavoro. 

“Il Decreto Legislativo 17 marzo 1995 n. 230 emesso in attuazione delle direttive Euratom 80/836, 84/467, 84/466, 89/618, 90/641 e 92/3 in materia di radiazioni ionizzanti – spiega la dr.ssa Raffaella Trozzo, dirigente del Laboratorio Fisico Arpacal di Cosenza - sancisce che la vigilanza per la tutela sanitaria della popolazione e dei lavoratori contro i rischi da radiazioni ionizzanti, è istituzionalmente esercitata dagli organi del Servizio Sanitario Nazionale (Capi VIII e IX D.Lgs. 230/95 e s.m.i.).  L’Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente della Calabria, nell’ambito delle funzioni, attività e compiti propri previsti dall’art. 7 della L.R. n° 20/99 e s.m., è deputata all’attuazione di un’adeguata tutela dai rischi di radiazioni ionizzanti di cui al Decreto legislativo n° 230/95 e s.m.i.. Tale disposizione riprende in dettaglio quanto sancito in modo più ampio dalla Legge n° 61/94, la quale nell’ambito della riorganizzazione dei controlli ambientali delle attività connesse all’uso pacifico dell’energia nucleare, include i controlli in materia di protezione dalle radiazioni (art. 01, punto j). E’ proprio in nome di questi importanti obiettivi che l'Arpacal e le Aziende Sanitarie di competenza promuovono attività di controllo e prevenzione a rilevanza sia ambientale e sia sanitaria, presso le installazioni soggette al regime giuridico di cui al D.Lgs. 230/95 e s.m.i., in aderenza all’esercizio coordinato ed integrato delle funzioni tra l'Agenzia e i Dipartimenti di Prevenzione delle ASP, per come previsto nella Legge Regionale 3 agosto 1999 n° 20 e s.m.i.” 

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